I Pilastri Del Mondo

L'Oracolo

Ci siamo lasciati l’ultima volta dopo aver bruciato i badge barrati.
Il giorno seguente siamo tornati al cospetto di Josef il quale ci consiglia caldamente di andare a parlare con un oracolo: esso sicuramente ci avrebbe saputo dire qualcosa in più sul nostro destino, inoltre l’atmosfera all’interno della città era ormai tesa a causa del nostro arrivo (anche perchè ignorantemente avevamo portato un dispositivo radio geo localizzante nella sede della ribellione).
Partiamo il giorno stesso attraversando nuovamente le maleodoranti fogne accompagnati da Caio. In comune accordo decidiamo di utilizzare un particolare mezzo volante (mongolfiera) recuperato dalla nostra fedele scorta in una casetta a qualche ora di cammino dalla città. Dopo aver atteso che si gonfiasse il pallone partiamo verso la direzione. Il viaggio procede per qualche giorno tranquillo, senza intoppi fino a quando io, Hui Guang, avverto l’arrivo di una tempesta, un sentimento istintivo… Una sensazione che non provavo da ere ma appena la percepì mi resi conto di quanto mi fosse familiare; lieto di essermi ricordato di questa capacità avviso un incredulo Caio che decide comunque di fidarsi: nulla può più stupirlo quando si tratta di noi ingegneri. Scesi a terra ci accampiamo stupendo Caio con la nostra abilità nel costruire tende.. Siamo i creatori di tutte le arti alla fine, doveva aspettarselo. La tempesta arrivò copiosa, carica di pioggia e proseguì per i giorni successivi costringendoci a viaggiare per mezzo delle nostre gambe. Durante la prima notte a terra i due di noi che stavano di guardia si accorsero di un gruppo di incursori che si avvicinava nascosto dalla pioggia intensa. Veniamo tutti svegliati silenziosamente.
Ci prepariamo alla difesa: Io mi occulto leggermente spostato rispetto all’accampamento e attendo nel buio. Oscarius e Berilr, imponenti nelle loro armature, si stagliano frontalmente al nemico seguiti dal resto del gruppo, difendendolo. Il party si trova di fronte un gruppo di creature umanoidi seguito da una più grossa e tozza che Caio ci rivela essere un ogre, grosso ma stupido. Arrivati a distanza di ingaggio io, come un’ombra, mi fiondo arrampicandomi agilmente sulle spalle dell’ogre piantodogli freddamente una mano nell’occhio destro. Nel frattempo i miei fratelli si occupano dei goblin, aiutati da Caio. Noto Oscarius in avvicinamento all’ogre.. Prontamente saltando giù dalle sue spalle lo trascino a terra preparandolo a ricevere il fendente che gli mozzerà la testa. Letale. Netto. Mi complimento per la precisione chirurgica di Oscarius, d’altronde è il più anziano di noi..
Terminato lo scontro andiamo a riposarci lasciando a Caio il compito di sistemare i cadaveri (dove troveremo dell’oro) ed occultarli per quanto possibile.
Dopo alcuni giorni di cammino arriviamo in vista di una casa bizzarra ed eccentrica, sviluppata in altezza e circondata da un giardino variopinto. Ci apre un vecchio arzillo e differente nei modi di fare rispetto a tutti gli altri umani che abbiamo incontrato fino ad ora, il suo nome è Sivorinus Lest. Dopo averci offerto un bevanda per noi stomachevole ci spiega di essere un oracolo: una persona che attraverso un particolare rituale riesce a creare profezie sulla vita delle persone. Detto ciò ci fa accomodare ad uno ad uno in un’altra stanza e ci sottopone a questo particolare rituale. Durante il rituale dopo aver preso la mia mano […].
Ognuno di noi ha avuto la sua profezia. Siamo tutti scossi e tesi come non mai dal nostro risveglio… Sento che presto alcuni di noi si allontaneranno.
La notte stessa Caio ci spiega che durante il viaggio ci ha osservati attentamente e che secondo la sua profezia noi saremo essenziali per riportare l’equilibrio e la giustizia nel mondo. Premesso ciò ci invita tutti ad entrare nella ribellione. Andiamo a dormire tutti scossi e pensierosi.. Non eravamo mai stati così silenziosi prima d’ora. Il giorno seguente abbiamo preso le nostre decisioni! Io, il mio gemello Berilr, [brex] e Atrapos abbiamo deciso che la scelta migliore in questo momento è accettare di far parte della ribellione seguendo il nostro destino all’interno, difesi e aiutati. Ma allo stesso tempo cercando di riportare giustizia in questo mondo traviato dalla piaga dell’impero. Mordecai ed Oscarius al contrario hanno deciso di allontanarsi da noi ed è mia personale opinione pensare che sia stato quest’ultimo a convincere il ben più mite e pacato fratello della luce. A niente sono servite le parole..
Anche Aidraugh ha deciso di andarsene da solo. Alla ricerca di se stesso… Il nostro fratello solitario. Dovrò riuscire a riunirci. Presto. Sono il fratello più grande rimasto nella strada che credo essere la più giusta. Ho bisogno di riflettere su tutto ciò.
Nel frattempo Caio ha gonfiato quella “mongolfiera” attraverso la quale riusciamo a tornare alla città, è un modo di viaggiare davvero rilassante e piacevole. È strana la lontananza dal resto dei fratelli.. Provo una nuova emozione che ora ricordo chiamarsi nostalgia. Avrei preferito non rimembrarla.
Rincontriamo Josef, anche lui arrabbiato per i nostri fratelli lontani. Presto incontreremo il capo della ribellione e con lui capiremo meglio come funziona questa complessa macchina rivoluzionaria.
Oscarius e Mordecai erano intenzionati a raggiungere la capitale dell’impero. Camminando raggiunsero un impianto di produzione imperiale nel quale venivano segati immagazzinati e spediti attraverso navi cargo carichi di legname.. Tutti i lavori pesanti all’interno di questa struttura erano eseguiti da gruppi di halfling schiavizzati brutalmente. Oscarius e Mordecai si diressero verso quella che sembrava una guardia annoiata del proprio lavoro e della sua bassa paga. Con modi scorbutici fece capire che previo pagamento in mo sarebbe stata felice di imbarcare illegalmente clandestini. Così avvenne. E fu così che inizio il loro viaggio divisi dai loro fratelli.

Aidraugh si trovò solo. Era in una terra sconosciuta che non sentiva sua.. A dire il vero sapeva che non avrebbe mai sentito sua nessuna terra. Nei giorni successivi al risveglio aveva provato delle sensazioni che gli avevano fatto intuire la sua reale appartenenza. In un primo tempo, durante la traversata in mare, credeva che quella euforia che provava fosse causata dalla nuova vita che gli era stata concessa. Con il passare dei giorni, sceso a terra, si rese conto di quanto si sbagliava. Lui era fatto per il mare. Il mare blu come il sangue che scorre nelle sue vene. Aveva bisogno di tornarci, di rientrare in quel liquido che sentiva parte di se. Per queste ragioni prese la decisione più sofferta della sua breve vita successiva al risveglio. Capì che era necessario per lui raggiungere il mare anche se questo poteva voler dire allontanarsi dai suoi fratelli.
Si incamminò verso ovest, una direzione casuale.. Era indifferente per lui. Era in un bosco quando sentì tutto attorno a lui passi cadenzati, l’impero. Doveva allontanarsi. Si sentiva braccato da tutti i lati. Improvvisamente sentì un bisbiglio chiamarlo: “Hey! Da questa parte!” proveniva da una piccola creatura diversa dagli umani che fino ad ora aveva visto. Non c’era tempo per le spiegazioni.. Non potendo altro che fidarsi lo seguì Tra la boscaglia. Quello che più tardi scoprirà essere uno gnomo chiamato Tub lo condusse all’interno di una casa in un albero dove lo ospitò e lo fece sdraiare su un letto.. Improvvisamente si rese conto di essere stanco, molto stanco. Erano molte ore d’altronde.. Prese subito sonno.
Il giorno seguente venne svegliato dal cinguettio allegro di uccellini e aprendo gli occhi si trovò davanti il volto sorridente di Tub il quale lo salutò. Dopo alcuni minuti di discorsi per lo più di commiato, Aidraugh gli parlo della sua intenzione di dirigersi verso il mare attraverso un torrente. Tub gli disse che era prima necessario chiedere il permesso alle ninfe che abitano i torrenti, lui lo avrebbe condotto da loro. Arrivati in prossimità di un corso d’acqua Aidraugh scorse in lontananza delle creature femminili bellissime. Era attratto da loro in maniera inspiegabile. Esse gli concessero di viaggiare attraverso il loro torrente così lui si tuffò in acqua.
Il linguaggio comune non possiede termini in grado di descrivere le molteplici sensazioni che Aidraugh provò quando, tuffandosi nel suo elemento, si trasformò in un pesce. È una sensazione indescrivibile la mutazione in un essere differente. Ora come non mai è ansioso di proseguire il suo viaggio e scoprire ciò che il destino gli serba.
{Scritto da Hui Guang.}

Comments

luca_semenzato

I'm sorry, but we no longer support this web browser. Please upgrade your browser or install Chrome or Firefox to enjoy the full functionality of this site.