I Pilastri Del Mondo

L'inizio dei cammini

Dopo che i nostri ingegneri, al grido di “nessuno per tutti, ognuno per sé”, si sono separati, la vicenda è diventata parecchio incasinata: il solitario Aidraugh, accecato dalla sete, si è tuffato in acqua e si è trotizzato, i fratelli del crepuscolo Mordecai e Oscarius si sono diretti verso la capitale Altdorf, il resto del gruppo se n’è fregato ed ha continuato per la sua strada con la resistenza. Seguiamo le varie storie singolarmente.
Il buon Aidraugh (buono perché il pesce persico lo mangio addirittura io), novello della vita sottomarina, è caduto letteralmente nella rete di alcuni pescatori (pugnetto a loro, la pesca a strascico è vietata‼!). Dopo aver rotto le fila della rete trasformandosi subitaneamente in umano, anzi in ingegnere, è stato catturato dal pescatore Sampei; fortunatamente dalla sua forma squamosa ha ereditato anche l’agilità di un’anguilla ed è sgusciato nuovamente in acqua. Nel fondo dell’oceano è stato avvistato da un drappello di Aventi, che nonostante il nome erano solamente una decina. La trasformazione tanto attesa si manifesta ed è subito commentata con un “blob blob blob”. In qualche modo impara il linguaggio Aquan e così viene a sapere di una città sommersa, conquistata dai malvagi Sahuagin. Nel profondo del suo cuore meccanico, il nostro eroe sa che tornerà a rivendicare l’Atlantide ingiustamente presa insieme anche alla sua famigliola di fratelli. Trovato un drappello di lucertole sahuagin, che viene spazzato via velocemente: la classe non è acqua!
I fidi Mordecai e Oscarius sono arrivati nella capitale. La prima cosa che cercano è un’alchimista che sappia ricreare l’ambrosia, cibo degli ingegneri. Trovano l’eccentrico negozio Safarà, gestito dal gallianico signor Hamlin. Dopo un po’ di contrattazioni ottengono la divina bevanda. Il giorno successivo, però, il posto in cui era presente la bottega è murata: la crisi non risparmia proprio nessuno! Per guadagnare un po’ di contanti i fratellini fanno i gladiatori nell’arena. Mentre Oscarius mulina il suo gladio illegittimo (alias spada bastarda) a destra e a manca, un avversario lo manca e l’altro nemico, venendo trafitto, viene a mancare anche lui. Il tutto durante la performance da mimo di Mordecai, che non può rivelare di aver aiutato il consanguineo, anzi il circuitineo, lanciando incantesimi. Vinta la battaglia, incassano il premio e sono pronti ad altre avventure.
I fantastici quattro invece sono rimasti con la resistenza. L’ardua scelta per decidere quale missione accettare termina con la decisione più remunerativa: l’assassinio di un inquisitore che stava sterminando gli elfi silvani. Dopo essersi fatti accompagnare da Ippolita, un po’ acciaccata e triste da non si sa quale missione, sono arrivati al bosco fitto fitto. Nel villaggio è arrivato il tramonto e con lui la truppa inquisitoria: un ometto, una ventina di golem e degli elfi, morti o morenti. Si preparano per il giorno successivo: appena l’inquisitore parte viene pedinato. Il bravissimo Atrapos fa da esca e allontana il focoso ometto dalle guardie metalliche, il monaco Hui Guang fa da bersaglio per le mazzate dell’inquisitore e il ranger, appostato sugli alberi, fa la parte dell’arciere, distruggendo a frecciate il caro prete. E l’aspetto della terra? Boh, li aspetta! In ogni caso l’uomo viene ucciso, saccheggiato e nascosto nudo in un cespuglio, con i galanti auguri di essere sodomizzato da morto da un cumulo strisciante, così impara quello stronzo‼ Tornati al villaggio i nostri eroi liberano i due elfi ancora imprigionati e così il ranger si trasforma in una creatura boschiva. In elfo, non in cumulo strisciante, malfidenti!
{Scritto da Atraphos} (Nota da Mordecai, non vogliatemene, questo riassunto fa venire la pelle d’oca anche a me, ma non posso mettermi a tradurlo, senza contare che non so se ne sarei capace senza un dizionario pinto-mondo, mondo-pinto)

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luca_semenzato

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