I Pilastri Del Mondo

La cripta

Mordecai e Oscarius, dopo un sonno ristoratore a seguito dell’incontro all’arena, verso sera tarda si dirigono verso quelle che sono le vecchie spoglie dell’antico tempio di Altdorf.
Il piccolo viaggio avanza tranquillo a parte un controllo delle autorità, deviato molto bene, che li rallenta di pochi minuti.
Il tempio appare sbarrato e modestamente pattugliato dall’esterno, anche se si tratta di guardie di pattuglia, non guardiani del tempio stesso.
Dopo un momento passato a ponderare sul da farsi di fronte alla porta sbarrata, Mordecai scioglie con l’acido la serratura della porta mentre Oscarius scardina le sbarre.
Entrati finalmente, richiudono la porta.
Gli si para davanti l’antro di un grande tempio che trasuda bellezza dimenticata e trascurata, ma pur sempre imponente.
Dopo ricerche, i fratelli non trovano nulla a parte una porta dietro la quale si respira un’aria chiusa e stantia da parecchio tempo.
La marcia procede in questo anfratto lungo, come un corridoio, fino a quando Mordecai non viene attaccato da una orripilante bestia artigliosa che sporge dal muro.
Dopo un combattimento aspro ma veloce, Oscarius raccoglie un campione di sangue della bestia, degna di nota grazie alle sue qualità rigenerative, e poi proseguono nel corridoio, a marcia rallentata a causa delle ingenti ferite di Mordecai.
Si ragiunge uno spiazzo nella è stanziata una chiesetta molto tendente ad assomigliare ad una rovina più che ad un rudere e l’emozione di Mordecai sale di parecchio.
Entrati, oscarius e Mordecai incappano in una trappola molto ben congeniata, che li rallenta non poco, ma grazie alle astuzie di Oscarius si salvano anche da questa.
All’interno della piccola cappella, Mordecai si sente avvolgere da uno strano fulgore di luce e questa luce proveniente dal pavimento, o da Mordecai stesso, disegna delle incisioni in un linguaggio arcaico, conosciuto dai fratelli essendo nella loro lingua madre.
Da indicazioni riguardo un manufatto, l’Annulus, e di come è stato trasferito alla caduta dell’avatar della luce, Luthor Sigmor. Tutto poi sparisce come nulla fosse.
I fratelli vengono poi attirati da dei passi in avvicinamento, numerosi passi, e si acquattano in un ancolo buio per sfuggirne. Si tratta di una decina di uomini, svogliati e non troppo disciplinati, i quali sono turbati dalla trappola ormai inattiva e per via di strani simboli alle pareti precedentemente redatti dal lungimirante Oscarius.
A tutta questa scena si aggiunge la voce alterata e amplificata di Mordecai, che mette in fuga la marmaglia. Ora bisogna sbrigarsi, è il pensiero comune.
Vengono fatti su dei libri di storia, teologia e araldica, ma i fratelli hanno il buon senso di tornare indietro sui loro passi invece di dirigersi verso l’uscita più vicina, Mordecai forse non sarebbe sopravvissuto ad un altro incontro.
Passa una mezz’ora e i gemelli si coricano.
Svegliatisi, la prima direzione è verso Hamlin e il suo negozio, con il quale Oscarius e Mordecai intraprendono una piacevole conversazione con il personaggio.
Con estrema riluttanza di Oscarius, Mordecai racconta, oltre a parte delle imprese del giorno prima, anche il lato che il fratello tiene nascosto.
Hamlin, soddisfatto, lascia importanti informazioni a Mordecai, dicendo che il bastone di Sigmor si trova attualmente a Penombra e la sua corona tra le montagne, rovine dei nani.
Fa dono a Mordecai di una pietra particolare, rilucente, descrivendola come inestimabile in un particolare momento futuro, il quale non viene rivelato. Oscarius, contrariato da tutte queste rivelazioni, prende un cofanetto contenente scorte di ambrosia per 50 settimane ordinato giorni addietro ed esce salutando, forse un po’ troppo bruscamente.
Mordecai saluta molto calorosamente il curioso Hamlin, rivedendo in lui un esempio di persona, di una qualità indispensabile. Finisce delle trattative ed acquista dallo stesso un anello particolare, che aiuterà Mordecai nei futuri combattimenti.
I gemelli si ritrovano poi fuori dal negozio per decidere il da farsi, e fortunatamente la destinazione di Oscarius è la stessa di Mordecai, malcelando la gioia dei due di proseguire ancora assieme.
Diretti verso le porte della città, Mordecai acquista anche un’armatura da un botteghino, promettendosi di non patire più il dolore lancinante sofferto offetto dalla creatura del tunnel. Assieme si dirigono verso Kislev, nel nord, fianco a fianco, noncuranti e ignari che sono sotto l’occhio di una figura ammantata e snella piazzata sui bastioni alle loro spalle.
{Scritto da Mordecai}

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luca_semenzato

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