I Pilastri Del Mondo

Le Rocche

A parte che per la coppia Oscarius – Mordecai, la famiglia di ingegneri si è riunita ed ha raggiunto le dimore dei nani, forte della scoperta di Dente di Kraken ed alla ricerca della leggendaria ascia ivi dispersa. L’accoglienza é fredda e sospettosa, lo scenario é il seguente: la città é vincolata all’ impero commercialmente, tuttavia i vari clan che la compongono sono divisi e riluttanti a consegnare ciò che resta dell’ antica ascia a Berilr. In particolare, due frammenti sono rispettivamente nelle mani dei clan Durfus (?) e Trohir, uno é consegnato come premio ad una gara di combattimento annuale, ed il restante é disperso all’ ultimo livello delle antiche miniere, disabitate da anni, poichè infestate da goblin ed altre creature. Si opta per cercare quest’ultimo e pertanto la compagnia si avventura lungo le antiche gallerie, affrontando dirupi, strani esseri di mercurio ed un indovinello finale; in ogni caso l’impresa riesce, portando a galla un altro mistero: proprio nell’ultima sala viene trovato un enorme tappo di materia oscura che con ogni probabilità, in seguito ad una visione avuta da Berilr, serve a tenere rinchiuso ciò che resta di un antico demone di nome Korn. Naturalmente si decide di tornare in superficie, sollevati anche dal fatto che anche Hui Guang e Berilr hanno scoperto le proprie forme alternetive, rispettivamente un avoral e un nano dalla pelle di pietra. Una volta usciti dalle grotte la gioia é ancora maggiore, quando la compagnia si vede consegnare spontaneamente i pezzi mancanti dell’antica arma; é tempo di recarsi alla forgia dell’infinito.

Nel frattempo gli altri due ingegneri hanno raggiunto la città di Penombra, trovandovi però una compagnia di drow al soldo dell’impero; ignorando i rischi Oscarius trova la magica corona che lo rende a tutti gli effetti re della città ma, una volta messo alle strette dai drow e dagli Occhi Invisibili giunti sul posto, é costretto a prendere una triste decisione, per aver salva la vita: essere condotto al cospetto dell’imperatore Mervin, abbandonando Mordecai e voltando le spalle alla causa in cui i suoi fratelli credono. Solo grazie ai prodigi del proprio scettro Mordecai riesce a fuggire indenne dalla città, e con il cuore colmo di rabbia e tristezza si dirige anch’egli verso le dimore dei nani, per proseguire la propria ricerca degli antichi manufatti. Durante il viaggio in treno si imbztte in un misterioso vecchio cieco, che sembra sapere più di quanto non dica, e si congeda con le seguenti parole: “ricorda che c’è del buono in tutti noi”. Ahimè, Mordecai non riesce a cogliere fino in fondo questo triste presagio.

Proprio nel momento della ricostruzione dell’antica ascia, Sventra giganti , Mordecai giunge in città e viene calorosamente accolto dai suoi fratelli, che tuttavia restano sconvolti dallamdipartita di Oscarius. Il tempo per festeggiare tuttaviamé breve, poiché inaspettatamente giunge sul posto una trafelatissima Ippolita, dicendo che dei soldati imperiali sono alle porte della cittá: la fuga é immediata ma purtroppo la compagnia viene intercettata subito fuori dal portone da 6 golem di ferro armati di cannone; proprio quando la schermaglia sembra volgere per il peggio, miracolosamente Oscarius giunge sul luogo dello scontro e grazie al suo nuovo potere, lo scudo d’ombra, riesce a concedere una tempestiva ritirata ai fratelli. Morendo valorosamente nel tentativo, finendo obliterato dagli obici del nemico. A stento i fratelli riescono a trattenere Mordecai, impazzito dal dolore e, con i volti rigati dalle lacrime, si mettono in salvo, conservando nel cuore quell’ultima immagine dell’oscuro, misterioso e controverso fratello, che tuttavia si oppose ad un destino che sembrava già scritto, guidato, anch’egli per una volta, dall’amore.
RIP OSCARIUS

{scritto da Aidraug}

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luca_semenzato

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